Supporto e Comunità

Salute e sicurezza in palestra: perché alcune presenze richiedono attenzione
A volte ci sono ragazzi “difficili” che arrivano accompagnati da assistenti sociali o figure di supporto. A loro cerchiamo di offrire un aiuto concreto e responsabile attraverso le nostre attività in palestra, che non è soltanto un luogo di allenamento: è uno spazio educativo e condiviso, dove la salute e il benessere di tutti devono essere garantiti.
Purtroppo ci è capitato anche di dover allontanare alcuni associati dalle attività della Sportforma. Non sono mai decisioni semplici: molti di loro si legavano a noi, apprezzando la pazienza e la disponibilità che mostravamo. Tuttavia, quando il comportamento di un iscritto mette a rischio la serenità o la sicurezza del gruppo, è necessario intervenire.
Un caso tipico è quello di un giovane che, dopo episodi problematici, viene indirizzato verso un percorso terapeutico. In queste situazioni i genitori spesso chiedono con insistenza il reinserimento. La nostra risposta rimane sempre di apertura, ma con una condizione precisa: il ritorno può avvenire solo se accompagnato da una figura di supporto capace di affiancarlo e di garantire che certi comportamenti non ricadano sul gruppo. Non possiamo pensare solo al singolo: anche gli altri ragazzi meritano attenzione, e non di rado, dopo esperienze difficili, alcuni hanno smesso di frequentare proprio per il ricordo di episodi passati, segnati da individualismi o tensioni.
Lo stesso principio vale per gli adulti che frequentano la palestra. Che si tratti di un socio, di un volontario o di un allenatore, quando si porta avanti una realtà autoreferenziale, percepita dagli altri come chiusa o in contrasto con i valori condivisi, si genera malessere e divisione, fino al punto che i partecipanti sentono la necessità di segnalare la situazione alla presidenza.
In altre parole: la nostra priorità è l’integrità del gruppo, non l’autoreferenzialità del singolo. Che si tratti di un ragazzo fragile o di un volontario esperto, l’obiettivo resta sempre lo stesso: garantire a tutti un ambiente sicuro, educativo e realmente inclusivo.

Tag: Reti territoriali | Terzo Settore | Advocacy sociale