Molte persone pensano che andare in palestra sia un diversivo, ed è proprio qui che sbagliano.
Nella maggior parte dei casi, prendiamo l'allenamento come una cosa generalizzata. "Dovresti andare in palestra, ti farebbe bene." E poi, gli impegni quotidiani ti bloccano. Per forza, la palestra è semplicemente un luogo, uno spazio, ma la domanda vera è "Qual è il luogo adatto per farmi stare bene allenandomi? Che cosa voglio fare? Andare in sala attrezzi per muovere le articolazioni e i muscoli che ritengo deficitari? Stimolare la mia creatività imparando cose nuove? O semplicemente meditare e rilassarmi?" Se non combino l'ambiente, le persone, il luogo e l'obiettivo, probabilmente non considero seriamente il discorso.
C’è un atteggiamento che puntualmente si ripete quando, dopo vacanze o periodi di riposo, si riprendono i ritmi frenetici di sempre: il ritorno tra i banchi di scuola o all'università, l'organizzazione del lavoro, le agende che improvvisamente si riempiono di appuntamenti e scadenze, si entra in un loop. La mente ripete prigioniera degli impegni. Ed è proprio qui che necessitiamo di quell'introspezione che ci butti fuori dallo schema e ci riporti alla decisione di stare in forma.
Il loop ci dirà: “Prima mi sistemo con i nuovi orari, vedo come vanno le prime settimane tra impegni e incombenze e poi penserò ad allenarmi”. Ma vogliamo veramente stare in questa prigione creata da questo pensiero? Che non ha nulla di costruttivo, né per noi, né per la nostra mente, né per il nostro corpo, perché, quando ne avremo la possibilità, a fine giornata, saremo così esausti da buttarci sui social.
Alcuni, anche se estremamente deboli, ci provano. Vanno a trovare un amico per trovare la forza di iscriversi a qualche cosa che metta in moto il metabolismo, con uno stato vitale talmente basso che sembra quasi ridotto ai livelli minimi di sopravvivenza.
È un ragionamento che, tutto sommato, potrebbe anche reggere, ma che nasconde una trappola, potrei finire in una realtà commerciale dove il fine potrebbe non essere la nostra salute, ma un prodotto tale da imprigionarci, aumentando il carico di stress.
Allora le domande che ci dobbiamo porre sono: Se la palestra è un luogo, quale tipo di sport o attività ha formato la comunità che lo presiede? Quel tipo di nuove persone con cui potrei interagire, potrebbero allargare il mio universo, le mie vedute e la possibilità di uscire dal loop? Ho bisogno di caratterizzarmi? Allora sicuramente la boxe può aiutarmi. Quindi, potrei chiedere alla squadra di frami partecipare ad un allenamento. Se invece ho bisogno di un luogo senza pressioni, dove decidere io come allenare i miei muscoli, come coltivare la mia calma secondo i miei tempi e le mie energie, allora una sala attrezzi potrebbe essere un luogo di comunione dove in certe ore posso trovare persone con cui scambiare qualche consiglio. Questa potrebbe essere un'alternativa più frizzante a un corso di yoga per anziani, con il vantaggio di poter passare un'oretta guardandomi allo specchio, in un'ulteriore introspezione. Poi certo, di sport ce ne sono tanti ed io generalizzando non sto pensando ad un elenco ma più che altro a far comprendere il concetto liberando il lettore dalla sindrome del "Appena riesco...". In sintesi, con un lessico accademico:
«La salute è stata definita la prima di tutte le libertà. Essa implica vitalità e gioia di vivere ed è ben più della semplice assenza di malattia. Grazie ai progressi della medicina psicosomatica, la definizione di salute ha coinvolto gli aspetti psicologici ed emozionali dell'individuo. La persona sana è priva di malattie, ansia e depressione: la sua condizione fisica, il suo stato nutrizionale e il suo stato emotivo le consentono di affrontare le necessità giornaliere con vigore ed energia, con la possibilità di godersi il tempo libero e di affrontare eventuali emergenze.»
Non essere malati non equivale ad avere uno stato vitale alto e, di conseguenza, un metabolismo che funziona correttamente:
«La salute e la forma sono intimamente correlate. Potete essere sani senza essere in forma, ma non potete migliorare la vostra forma senza che la vostra salute ne tragga beneficio. La salute è solo uno stadio attraverso cui passiamo per raggiungere il nostro vero potenziale. La forma fisica può portare a una migliore salute e a una superiore qualità di vita.»
Quando impegni, studio e pressioni esterne si intensificano, il corpo non ha bisogno di stare fermo per risparmiare le forze: ha bisogno degli stimoli giusti per attivare i suoi sistemi energetici. L’attività fisica programmata non toglie lucidità alla mente, ma al contrario riequilibra la risposta allo stress, scarica il carico emotivo, aiuta a dormire e sostiene la resistenza psicofisica quotidiana.
Aspettare che la vita rallenti improvvisamente per dedicarsi al proprio benessere significa rischiare di non farlo mai. Il mondo fuori presenterà sempre una nuova urgenza da anteporre a sé stessi.
«Esercitatevi per migliorare la vostra salute, non fermatevi. Cercate di migliorare, di raggiungere il massimo. Quando raggiungerete la cima, vi accorgerete che ne è valsa la pena.»
La salute non è un traguardo da rimandare a una stagione più favorevole, né la condizione che rende tutto il resto sostenibile, è uno stato di equilibro fatto da ciò che decidiamo possa entrare a far parte delle nostre abitudini, che comincia nel momento esatto in cui presentandomi in un ambiente sportivo, inizio a fare qualcosa per il cambiamento.
Vi aspettiamo alla SPORTFORMA!
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